Il nostro progetto esclusivo “I luoghi della cultura cardioprotetti”, creato per rendere tutti i luoghi di maggiore affluenza pronti ad affrontare l’Arresto Cardiaco Improvviso, ha entusiasmato anche la Certosa di San Lorenzo a Padula che, finalmente, è anch’essa cardioprotetta!
La Certosa di San Lorenzo, conosciuta anche come Certosa di Padula, è uno dei complessi monastici più imponenti d’Italia e d’Europa. Fondata nel 1306 per volontà di Tommaso Sanseverino, conte di Marsico, la sua costruzione si sviluppò per oltre quattro secoli, dando vita a un vasto edificio che riflette l’evoluzione dall’architettura gotica a quella barocca.
Dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 1998, la Certosa è un simbolo storico e artistico di inestimabile valore.
La Certosa, che vanta una superficie di oltre 51.000 mq, oltre ad essere un importante sito turistico, è un luogo vivo di eventi culturali, visite guidate e attività didattiche, attirando ogni anno migliaia di visitatori da tutto il mondo.
Perché La Certosa di San Lorenzo ha scelto di installare defibrillatori
La Certosa di San Lorenzo è un attrattore culturale di grande rilevanza e un sito che riceve quotidianamente un alto numero di visitatori, tra turisti, studenti, gruppi organizzati e residenti. In un contesto così vasto la presenza di defibrillatori automatici esterni (DAE) può fare la differenza tra la vita e la morte in caso di arresto cardiaco improvviso.
Ecco perché la scelta di cardioproteggere l’intero complesso:
Aumento della sicurezza per i visitatori – in un monumento di grandi dimensioni, un evento cardiaco può accadere in qualsiasi luogo e momento; la disponibilità di DAE riduce i tempi di intervento.
Accessibilità immediata – punti specifici vicino all’ingresso, nelle zone dei percorsi turistici e nelle aree affollate consentono un utilizzo rapido anche da parte di personale non sanitario.
Risposta alle emergenze in spazi storici – organizzazioni di soccorso possono essere distanti o impiegare tempi non compatibili con la tempistica richiesta da situazioni critiche come aritmie gravi.
Promozione della cultura della salute – oltre alla conservazione e alla valorizzazione del patrimonio artistico, la Certosa si pone come esempio di struttura attenta al benessere fisico di chi la visita.
L’installazione di defibrillatori non è dunque solo un investimento in termini di sicurezza sanitaria, ma anche un segnale di responsabilità sociale e lungimiranza per un sito del valore storico e culturale della Certosa di San Lorenzo.
I luoghi della cultura cardioprotetti: come nasce il progetto esclusivo AUEXDE
L’obiettivo è quello di realizzare un tracciato culturale notevolmente frequentato, interamente cardio-protetto, con dispositivi ben visibili e segnaletica personalizzata per agevolare un pronto intervento consapevole, sia dal personale formato, sia dagli stessi visitatori.
Il Defibrillatore diventa, così, uno strumento salvavita ancora più familiare.
L’individuazione dell’esatto punto in cui installare il defibrillatore, di conseguenza, avviene in seguito ad approfondite considerazioni funzionali ed estetiche per fare in modo che il dispositivo salvavita sia visibile ma allo stesso tempo discreto.
In Italia, musei e siti archeologici stanno progressivamente adottando dispositivi di emergenza quali i defibrillatori automatici o semiautomatici esterni, con l’obiettivo di ridurre i tempi di intervento in caso di arresto cardiaco: è fondamentale che l’accesso ai DAE sia rapido, chiaro e riconoscibile.
Il dispositivo salvavita installato alla Certosa di San Lorenzo, è stato corredato da un pannello segnaletico personalizzato che non distoglie l’attenzione del visitatore dalla percezione del contesto espositivo. Inoltre, è stato installato in una teca allarmata altamente funzionale e di design, proprio per rendere gradevole la sua presenza a tutti i visitatori.
A completamento dell’installazione, Auexde ha offerto il consueto TRAINING TECNICO al fine di rendere familiare e consapevole l’utilizzo del DAE a tutti i dipendenti.
I defibrillatori a disposizione dello staff e di tutti i visitatori, sono strumenti autonomi.
Sono semplicissimi da utilizzare, perché il soccorritore è supportato dalla voce guida che indica i passaggi da compiere. Inoltre, proprio per l’autonomia del defibrillatore nella diagnosi cardiaca, il soccorritore è esente da qualsiasi responsabilità (art.54 c.p.).
I luoghi della cultura cardioprotetti Auexde
Museo Duca di Martina e Villa Floridiana
Castel Sant’Elmo e Museo del Novecento
Defibrillatori al Palazzo Reale di Napoli
Biblioteca di Napoli cardioprotetta
Parco Archeologico di Ercolano installa defibrillatori
Galleria Borbonica Napoli sotterranea cardioprotetta
Il Santuario di Pompei diventa luogo cardioprotetto
A cura di:
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